LO SCAFFALE DI LAURA / I consigli di lettura di Laura Licata. “Luigi aveva ragione” di Romina Sutera: una storia di amore, di ribellione e di rinascita interiore. Un romanzo capace di parlare a chiunque abbia sentito, almeno una volta nella vita, il peso di dover essere ciò che gli altri si aspettavano.

Saggezza e coraggio sono le chiavi d’accesso all’Io interiore.
Natalia è una donna sicura di sé e determinata. Lavora in una galleria d’arte e, spesso, svolge anche le mansioni di Angiolina e Beatrice, sue colleghe e amiche. Non vuole essere di peso per nessuno ed è d’aiuto per tutti. I sorrisi e la cortesia, che le colleghe le riservano, le danno l’illusione che il suo modo di fare sia apprezzato. Quando, però, Angiolina e Beatrice si rivelano per quel che sono, Natalia si rende conto che la sua efficienza è scambiata per arroganza.
Nel giorno in cui il suo mondo si sgretola, si imbatte in un uomo misterioso che profuma di cera d’api e resina, lo stesso odore delle sostanze utilizzate per dare nuova vita a quelle opere d’arte sepolte sotto strati di incrostazioni. Ma lo sconosciuto altri non è che il marito invisibile della sua vicina Amanda. L’incontro con Carlo la getta in confusione. Natalia è combattuta. Da un lato vorrebbe vivere liberamente quell’amore che riempie le sue giornate; dall’altro è logorata dai sensi di colpa tipici degli amanti. Così la morale diventa l’ennesimo ostacolo alla felicità.
“Luigi aveva ragione”, Jacopo Lupi Editore, prende ispirazione dalla teoria delle maschere di Luigi Pirandello e la attualizza. Un narratore onnisciente utilizza la terza persona per raccontare la storia della protagonista e il plurale d’autore per esprimere opinioni universali.
La società fa uso e abuso di maschere. Gli individui più fragili e sensibili celano la loro natura per proteggerla dalla cattiveria gratuita. Gli opportunisti invece possiedono una svariata gamma di personalità che usano all’occorrenza per essere ben accetti ovunque e da chiunque.
La vita è soltanto una grande messinscena in cui non vi è distinzione tra vero, verosimile e falso. Natalia, infatti, nella solitudine di una casa vuota e silenziosa mette in dubbio tutto. Il confine tra reale e fantastico si assottiglia fino a scomparire.
Romina Sutera, insegnante di Lettere, che tra i titoli conseguiti annovera anche quello attribuitogli a conclusione del Decimo Master di Scrittura della Strada degli Scrittori, con una prosa incisiva e un linguaggio forbito, invita il lettore a guardarsi dentro.
Per essere felici, liberi e veri occorre scavare a fondo alla ricerca di sé stessi. Solo così è possibile disintegrare quella maschera che gli altri ci affibbiano per spegnere la nostra luce, che potrebbe offuscare la loro.
Laura Licata