Laura Licata, sul suo Magazine “Una marea di libri”, racconta la proiezione ad Agrigento del film dedicato alla storia d’amore tra Francesca Morvillo e Giovanni Falcone vissuta in tempo di guerra. Un’iniziativa della Strada degli Scrittori realizzata grazie all’Ars per Agrigento Capitale della Cultura. Un migliaio di spettatori, in due giorni, tra cui molti studenti

Sembra paradossale sperare in un finale diverso per una storia di cui si conosce già la tragica conclusione, ma è questo l’effetto di Francesca e Giovanni, pellicola proiettata ieri al cinema Concordia di Agrigento. Film che ha come protagonista la donna che ha affiancato per tredici anni Giovanni Falcone.

Francesca Morvillo ha ricoperto un ruolo importante nella magistratura. Con caparbietà ha lottato contro una società che volta le spalle a quei giovani nati e cresciuti in ambienti dove delinquere è il pane quotidiano. Si è battuta per dare a quei ragazzi un futuro migliore e per spingerli a rinunciare all’eredità dei loro padri.
Altro protagonista del lungometraggio è l’amore tra Francesca e Giovanni. Sentimento che li ha travolti e a cui non hanno voluto rinunciare, nonostante le avversità. Ad unirli gli stessi ideali e la stessa determinazione a contrastare la mafia. E, anche se i loro colleghi cadevano come foglie secche dagli alberi, non avevano paura per la propria morte. Piuttosto Francesca temeva per la vita di Giovanni, e viceversa. Già a quei tempi i mafiosi avevano messo da parte il principio sacro dell’intoccabilità di donne e bambini.

Nella sua efferatezza, la strage di Capaci è stata un punto di svolta. Da quel 23 maggio la mafia non è più stata un innominabile fantasma, ma un cancro da estirpare. Quello su Francesca e Giovanni è un film tanto tragico, quanto romantico, specie sul finale, così commovente da non poter trattenere le lacrime. Lacrime versate anche da Ester Pantano, che ha messo cuore e anima nell’interpretare la Morvillo, e che alla fine della proiezione ha fatto partecipi gli spettatori della sua esperienza cinematografica.

Accanto a lei Felice Cavallaro, autore del romanzo da cui è stato tratto il film e colonna portante della “Strada degli Scrittori”. Lui e tutto lo staff, con la loro fervente attività, offrono alla provincia agrigentina eventi di grande spessore culturale e sociale. Peccato che ad aderire siano perlopiù adulti, adulti che dovrebbero coinvolgere i giovani per far conoscere loro il passato sanguinario della nostra isola, onde evitare di ricadere negli stessi errori.
Laura Licata