Favara, parte dal Castello il viaggio nei luoghi di Antonio Russello

di Laura Licata

Anche a Favara il Corner multimediale che racconta la Strada degli Scrittori e le “piazze della Capitale”. Il sindaco Antonio Palumbo: “La cultura, se saputa sfruttare, può essere fonte di ricchezza”

A discapito di una vista dall’alto che la penalizza fortemente, rendendola simile alla più famosa Matera e ai suoi sassi, Favara è un paese molto ricco e non nel senso economico del termine. Il folklore, il calore e l’estro della sua gente sono un tesoro prezioso per questo territorio. Chi nasce qui ha radici così profonde da non spezzare il legame nemmeno quando è costretto a cercare fortuna altrove e spesso il richiamo della terra è così forte che ritornare diventa necessità.

Per questo, rispetto ad altre realtà della provincia, l’età media della popolazione non è così alta ed è risaputo siano i giovani, coadiuvati dai più saggi, a tenere in vita una città. Infatti, grazie all’instancabile impegno e lavoro delle tante associazioni insieme agli enti comunali, è stato riaperto al pubblico il primo piano del Castello Chiaramonte e, in concomitanza a questo importante evento, la Strada degli Scrittori ha deciso di donare un Corner Multimediale che proietta il video di un “Cicerone d’autore” come Andrea Camilleri.

Col suo timbro iconico, guida i visitatori lungo quel percorso che non solo ha dato – e dà ancora – i natali a grandi autori della letteratura, ma è un percorso che ha fatto da sfondo a tante storie. E per chi quelle storie le ha amate, non vi è nulla di più affascinante che calcare con i propri piedi quei luoghi e vedere con i propri occhi quegli scorci descritti con dovizia di particolari dagli scrittori siciliani.

Felice Cavallaro, direttore della “Strada”, e il sindaco Antonio Palumbo hanno inaugurato il corner all’interno del castello e si son fatti portavoce di un messaggio importante, ovvero “che la cultura, se saputa sfruttare, può essere fonte di ricchezza. E i nostri borghi trasudano cultura, basta soltanto guardarsi attorno”.

A pochi passi l’uno dall’altro troviamo: il Castello Chiaramonte, la biblioteca del Barone Mendola, la piazza Cavour che tanto piaceva a Pirandello, la chiesa Madre con l’iconica cupola, i caleidoscopici Sette Cortili. Ogni angolo, anche solo con una targa, ricorda i concittadini illustri che hanno fatto la storia d’Italia, ma anche quelli meno illustri. Quelli che erano solo un numero su un libro contabile, ma che hanno contribuito all’ascesa della Sicilia, quando lo zolfo era più prezioso dell’oro ed era motivo di contesa tra Francesi e Inglesi. Almeno fino a quando in America fu scoperto un metodo meno dispendioso per estrarre il minerale. Scoperta che mise in ginocchio l’intera popolazione dell’isola.

Sia di quel periodo infausto, sia della piaga della mafia ne parlò molto nei suoi romanzi Antonio Russello. Grande scrittore, anche se meno noto rispetto ad altri suoi contemporanei, le cui opere per fortuna non cadranno nell’oblio grazie alla casa editrice Medinova, diretta da Antonio Liotta, il quale si è anche adoperato in prima persona per aprire, all’interno del Castello, il Museo Multimediale dello Zolfo, d’intesa con l’architetto Giacomo Sorce. Nelle sale del museo è possibile sedersi comodamente per guardare video che mostrano la storia mineraria siciliana e come questa sia stata raccontata non solo nella letteratura, ma anche nella musica e nelle arti visive.

Uno dei video verrà anche proiettato durante il Decimo Master di Scrittura della Strada degli Scrittori, dedicato proprio al potere evocativo delle immagini. Ad Agrigento, dal 25 al 30 Maggio.

L’attività culturale di Favara è in pieno fermento. Le idee sono tante, come l’impegno concreto di tante iniziative per valorizzare una terra troppo a lungo disprezzata.

Laura Licata