Prima edizione di “Una Strada di Libri”: a Sambuca la cultura diventa incontro


Sambuca di Sicilia · 18–20 settembre 2026
Dal 18 al 20 settembre 2026, tre giornate dedicate alla lettura, al dialogo e alla scoperta del territorio. Tra autori, editori, scuole e linguaggi dell’arte, il racconto di un’esperienza firmata “la Strada degli Scrittori”.
Un libro può rappresentare un momento di intima e quieta lettura serale…Ma intorno allo stesso libro può ritrovarsi un’intera comunità a discutere, confrontarsi e crescere.
È questa l’immagine che accompagna il racconto di “Una Strada di Libri”, la Fiera dell’editoria e del libro dedicata a Emmanuele Navarro della Miraglia, che dal 18 al 20 settembre ha riunito a Sambuca di Sicilia scrittori, editori, giornalisti, studenti, artisti e lettori. Il Complesso monumentale di San Sebastiano e gli altri luoghi del centro storico hanno accolto un programma nel quale la letteratura ha dialogato con l’attualità, la memoria, l’arte, la legalità.
Promossa da UNITRE Sambuca e Strada degli Scrittori, insieme al Comune e con la direzione artistica di Franco Nuccio, la manifestazione ha accompagnato la conclusione del percorso estivo di “Zabook – Il Borgo che legge”. A ospitarla, una città che dal Dicembre del 2025 fa parte della Strada degli Scrittori e che trova nella propria eredità letteraria un’occasione per costruire nuove esperienze culturali.
Sambuca di Sicilia, città della Strada degli Scrittori →
Consulta il programma completo di Una Strada di Libri 2026, con tutti gli appuntamenti dal 18 al 20 settembre a Sambuca di Sicilia.
Venerdì: il dialogo tra letteratura, giornalismo e arte
Il percorso si è aperto venerdì 18 settembre nella Sala congressi Sicilbanca, con la presentazione della Fiera e il confronto dedicato al rapporto tra letteratura e giornalismo. Gli interventi, all presenza del Sindaco Giovanna Casà, di Concetto Mannisi, Felice Cavallaro, Franco Nuccio e Giuseppe Oddo hanno posto al centro il modello dei festival letterari, tra cronaca e approfondimento: un tema che richiama il valore di questi appuntamenti come luoghi nei quali prendersi il tempo di ascoltare, interrogare i fatti e comprenderne la complessità. Ma soprattutto un modo per accrescere la vitalità del territorio, per promuoverne le specialità e garantirne la partecipazione a quel fermento senza confine chiamato cultura.
La giornata ha intrecciato questo sguardo sul presente con la scoperta del patrimonio culturale di Sambuca. Alla visita alla Biblioteca dedicata a Navarro della Miraglia sono seguiti gli appuntamenti intorno all’opera di Sylvie Clavel: il convegno al Teatro Comunale L’Idea, il concerto del maestro Nereo Luigi Dani e l’inaugurazione della mostra nella Chiesa di San Calogero. Letteratura, musica e arti visive hanno così condiviso il racconto della prima giornata.
Sabato: dai primi lettori alla cultura della legalità
Sabato 19 settembre la Fiera è entrata nel vivo al Complesso monumentale di San Sebastiano, con l’inaugurazione e la mostra UNITRE “I Luoghi di Emanuele Navarro della Miraglia”. Accanto alla memoria dello scrittore, spazio alla curiosità dei lettori più giovani: Il ladro di zucche e Il fantasma di Zabut, con letture e laboratori creativi, hanno mostrato come l’incontro con il libro possa cominciare prestissimo, attraverso la voce, il gioco e l’immaginazione.
Le nuove generazioni sono state protagoniste anche degli incontri con scrittori ed editori. Gli studenti dell’IISS Don Calogero Di Vincenti di Bisacquino hanno dialogato con Licia Cardillo Di Prima e Michele Vaccaro, rendendo omaggio a Pippo Bellone, visionario ideatore del “Paese dei libri”, e successivamente con gli editori. Nel pomeriggio, altri incontri con le case editrici, il racconto del Circolo dei lettori e l’inaugurazione della collettiva Paesaggi dell’anima della fotografa Angela Galante hanno continuato a intrecciare libri, arti e partecipazione.
È però nel pomeriggio inoltrato e nella serata di sabato che “Una Strada di Libri” è entrata nel cuore di alcune delle tematiche che appartengono più profondamente alla missione della Strada degli Scrittori.
Perché promuovere la lettura, per la Strada, non significa soltanto avvicinare il pubblico ai libri. Significa utilizzare il libro, la scrittura e la parola come strumenti di conoscenza e di educazione civica; significa parlare di legalità. In altre parole, fare della cultura un possibile paradigma di crescita e sviluppo sociale.
A Sambuca questo principio ha assunto il volto e soprattutto la voce di uomini che la mafia l’hanno studiata, investigata e raccontata da prospettive diverse.
Alle 18.30, il generale Giuseppe Governale, già direttore della Direzione Investigativa Antimafia, ha portato il contributo del suo Le radici della mafia, accanto a Enzo Mignosi con Senza onore. A guidare il confronto, Franco Nuccio e Giovanni Di Leo, Procuratore della Repubblica di Agrigento. Non soltanto, dunque, la presentazione di due libri, ma un incontro tra scrittura, esperienza investigativa, magistratura e memoria civile: linguaggi differenti chiamati a interrogarsi sulle radici di un fenomeno che muta pelle, relazioni e strumenti senza per questo scomparire. Il programma della Fiera collocava significativamente l’appuntamento sotto un titolo tanto semplice quanto eloquente: “C’era una volta la mafia… e c’è ancora”.
Poco dopo, quel racconto ha raggiunto uno dei momenti più intensi dell’intera manifestazione.
Maurizio De Lucia, Procuratore della Repubblica di Palermo, il magistrato che ha coordinato le indagini culminate il 16 gennaio 2023 nella cattura di Matteo Messina Denaro dopo trent’anni di latitanza, è arrivato a Sambuca insieme a Salvo Palazzolo, uno dei pochi cronisti attivi di mafia che dal gennaio 2025 vive sotto scorta a causa delle gravi ostilità e delle minacce legate al suo lavoro d’inchiesta.
Il loro La mafia che cambia è diventato così molto più del titolo di un libro. Di fronte a una sala gremita, nel dialogo con Franco Nuccio e Felice Cavallaro, due esperienze diverse si sono incontrate: quella della magistratura che indaga e persegue Cosa nostra e quella del giornalismo che continua a raccontarla, anche quando raccontare comporta un prezzo personale. La stessa rassegna stampa di Zabook aveva individuato nelle serate dedicate alla mafia uno dei momenti culminanti del lungo percorso culturale iniziato a luglio.
Ed è forse proprio qui che “Una Strada di Libri” ha mostrato con maggiore chiarezza cosa possa significare promuovere la lettura.
Un libro non arresta un criminale e un articolo non sostituisce un’indagine. Ma una società capace di leggere, informarsi, conoscere la propria storia e distinguere i fatti dalla loro manipolazione è una società che possiede più strumenti per riconoscere ciò che la minaccia. La scrittura conserva la memoria; il giornalismo rende visibile ciò che qualcuno preferirebbe lasciare nell’ombra; la lettura forma cittadini capaci di comprendere e di scegliere.
Che uno dei protagonisti di quella serata eserciti il proprio mestiere sotto scorta rende questo principio tutt’altro che astratto. Le minacce rivolte a Palazzolo sono state condannate anche dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, mentre Assostampa ha richiamato il legame tra diritto di cronaca, legalità e democrazia.
È anche questa la strada che l’Associazione vuole continuare a percorrere: portare i libri oltre la cerchia di chi già legge e la cultura oltre il pubblico che già la frequenta, raggiungendo soprattutto chi ancora non conosce la Strada degli Scrittori e chi può trovare nelle sue iniziative un’occasione di conoscenza, partecipazione ed educazione civica.
Domenica: la Sicilia si racconta e confronta i propri modelli
Domenica 20 settembre il programma ha continuato a intrecciare libri, creatività e territorio. L’estemporanea di pittura “Il Pinocchio che c’è in me”, nel Quartiere Saraceno, ha affiancato le letture e i laboratori per bambini. Gli incontri degli studenti dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Tomasi di Lampedusa con gli scrittori del borgo e con gli editori hanno proseguito il dialogo tra scuola e vita culturale, mantenendo al centro le domande e la partecipazione dei ragazzi.
Nel pomeriggio, il confronto “Da Agrigento a Gibellina Capitale, due modelli a confronto” ha portato sullo stesso palco Davide Camarrone, con Gibellina, e Salvatore Ferlita, con Agrigento di Carta. A coordinare l’incontro Salvatore Picone, giornalista e scrittore, ma soprattutto presenza fondamentale nel percorso culturale della Strada degli Scrittori, da anni impegnato nel racconto dei suoi autori, dei suoi luoghi e della Sicilia letteraria.
Il confronto tra Agrigento e Gibellina ha assunto così un significato che andava oltre le due città: può la cultura diventare realmente uno strumento di rigenerazione di un territorio? E cosa rimane di una capitale culturale quando si spengono i riflettori? Libri e letteratura possono contribuire a trasformare la memoria di un luogo in progetto?
Gli incontri con Giosuè Calaciura, Francesco Terracina e Gian Mauro Costa hanno poi allargato lo sguardo alla storia, al viaggio e alle molte immagini dell’isola restituite dalla letteratura.
Fare cultura significa anche produrre sviluppo
Alle 20.30, “Le rassegne letterarie siciliane crescono” ha riunito alcune esperienze che, pur con storie e dimensioni differenti, raccontano una Sicilia che prova a costruire sviluppo attraverso la cultura: Nadia Terranova, direttrice artistica del neonato LOGOS – Parole dal Mediterraneo; Felice Cavallaro, ideatore e presidente della Strada degli Scrittori; Laura Anello, fondatrice de Le Vie dei Tesori; Maria Giambruno, ideatrice di Una Marina di Libri; Davide Camarrone, direttore artistico del Festival delle Letterature Migranti. A coordinare il confronto Franco Nuccio, direttore artistico di Zabook.
Esperienze differenti, ma unite da una convinzione: la cultura non è un ornamento del territorio. Può diventare una delle sue infrastrutture sociali ed economiche.
Lo dimostrano realtà ormai consolidate. Una Marina di Libri ha raggiunto nel 2026 la sua diciassettesima edizione, facendo incontrare a Palermo editori, autori e lettori e costruendo negli anni un appuntamento stabile attorno all’editoria indipendente. Le Vie dei Tesori, nata nel 2006, compie invece vent’anni: nell’ultima edizione conclusa ha superato i 250 mila ingressi, con una ricaduta economica diretta e indiretta vicina agli otto milioni di euro nelle città coinvolte. Cultura che genera conoscenza, dunque, ma anche mobilità, turismo, lavoro, economia e riappropriazione del patrimonio.
Ed è significativo che proprio da Sambuca si sia guardato anche a una nuova esperienza: LOGOS – Parole dal Mediterraneo, che pochi giorni dopo, dal 24 al 27 settembre, celebrerà a Palermo la sua prima edizione sotto la direzione artistica di Nadia Terranova. Una scrittrice due volte finalista al Premio Strega chiamata a mettere la qualità della parola e della letteratura al centro di un progetto che nasce già con l’ambizione di far dialogare libri, cinema, teatro, musica, arti, formazione ed editoria.
È in questo dialogo fra esperienze consolidate e progetti appena nati che può trovarsi una delle eredità più interessanti di “Una Strada di Libri”: non immaginare le manifestazioni culturali siciliane come isole in competizione tra loro, ma come nodi di una stessa rete.
Una rete capace di far circolare autori, lettori e idee; di mettere in relazione borghi e città; di generare presenze e opportunità economiche; ma soprattutto di fare della conoscenza uno strumento di crescita collettiva.
Ed è precisamente qui che la Strada degli Scrittori può e vuole continuare ad allargare il proprio orizzonte: partire dai grandi autori e dai luoghi della letteratura per arrivare alle scuole, alle famiglie, ai giovani, ai cittadini e anche a chi oggi è ancora lontano dai libri.
Perché la promessa lasciata da questi tre giorni potrebbe essere proprio questa: non aspettare che le persone arrivino alla cultura, ma costruire nuove strade perché sia la cultura ad arrivare alle persone.
Enrico Maraventano, Ph.D.