La leggerezza di Camilleri nello sguardo di Angelo Pitrone
Un album fotografico e una mostra, al Polo culturale San Lorenzo di Agrigento, chiudono le celebrazioni per il centenario dello scrittore empedoclino.

“Prima di tutto la leggerezza, il tocco soave, aereo sui tasti della macchina da scrivere. È la sensazione che trasmette uno degli scatti più famosi e rappresentativi di Andrea Camilleri. realizzato dal fotografo Angelo Pitrone. Una fotografia che vale più di tanti saggi scritti sull’autore de Il birraio di Preston, l’ultimo grande narratore siciliano dopo i giganti del secolo scorso”.

Così il critico letterario Salvatore Ferlita apre il catalogo Album Camilleri, che raccoglie le fotografie di Angelo Pitrone esposte nella mostra inaugurata nella splendida cornice del Polo culturale San Lorenzo. Un’esposizione che idealmente chiude le iniziative dedicate al centenario della nascita dello scrittore empedoclino e che conclude anche quelle promosse dall’Assessorato regionale dei Beni culturali e coordinate dalla Soprintendenza di Agrigento, in sintonia con il Fondo Andrea Camilleri, il Comitato nazionale Camilleri100, il Comune di Porto Empedocle, l’Università degli Studi di Palermo, la Fondazione Ferrovie dello Stato, il Centro di studi filologici e linguistici siciliani, la “Strada degli Scrittori”, studiosi, artisti e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, con la collaborazione attiva delle associazioni culturali locali.

Un numeroso pubblico è intervenuto all’inaugurazione della mostra fotografica di Pitrone, per oltre trent’anni fotografo in servizio presso la Soprintendenza di Agrigento, legato non solo ai temi della Sicilia ma anche ai volti noti di grandi autori come Sciascia, Moravia, Vincenzo Consolo e lo stesso Camilleri, solo per citarne alcuni.

La mostra, visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, nel cuore del centro storico di Agrigento, in via Atenea, è un excursus visivo che attraversa Agrigento e Porto Empedocle, ma anche Racalmuto, il paese di Leonardo Sciascia, dove nel 2003 Camilleri diresse il piccolo teatro comunale, contribuendo alla sua riapertura dopo quarant’anni.
“Quest’Album – ha sottolineato Pitrone – è un omaggio allo scrittore che ho cominciato a conoscere pian piano nel tempo, a partire dall’estate del 1981, durante la Settimana Pirandelliana, davanti alla casa natale di Luigi Pirandello. Camilleri non era ancora il celebre scrittore che sarebbe poi diventato, ma era già un regista affermato e stimato. E questo ci dà la dimensione dell’uomo e dell’intellettuale”.

Oltre al fotografo sono intervenuti Don Giuseppe Pontillo, responsabile dei Beni culturali della Curia agrigentina, Domenica Gullì, curatrice delle iniziative della Soprintendenza dedicate al centenario di Camilleri, Salvatore Ferlita e Salvatore Picone, entrambi autori di saggi dedicati al “papà” del commissario Montalbano.
Queste fotografie, è stato sottolineato, restituiscono un Camilleri che abita lo spazio, colto nei gesti, nelle pause, nella relazione silenziosa con la sua terra.
Tra il pubblico, fotografi e artisti agrigentini e non solo, scrittori e operatori culturali: un riconoscimento ad Angelo Pitrone che, con questa mostra, conferma l’attenzione che questa terra, nonostante tutto, merita.
(Foto di Salvatore Indelicato)
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La pagina di “Repubblica Palermo” del 21 gennaio 2026 dedicata alla mostra
