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Totò Cascio
Scrittori contemporanei di Sicilia

Totò Cascio

Attore e autore nato a Palazzo Adriano nel 1979, è entrato nell’immaginario collettivo interpretando il piccolo Salvatore in Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Dopo una carriera iniziata da bambino e un lungo periodo lontano dalle scene, ha trasformato una prova personale in racconto pubblico, tornando al cinema e alla scrittura con una testimonianza di memoria, accettazione e rinascita.

Palazzo Adriano, 1979 Attore Autore Nuovo Cinema Paradiso Memoria e rinascita
I

Profilo dell’autore

Salvatore “Totò” Cascio

Cinema · Memoria · Autobiografia · Testimonianza · Sicilia

Nascita
Palazzo Adriano (Palermo), 8 novembre 1979
Professione
Attore e autore; già interprete bambino in numerosi film italiani e internazionali
Esordio
Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, 1988
Ambiti
Cinema, autobiografia, memoria, esperienza personale, testimonianza pubblica e valorizzazione della Sicilia
Luogo in mappa
Palazzo Adriano, paese natale e luogo simbolicamente legato anche alla storia di Nuovo Cinema Paradiso

Dalla gloria alla prova

La storia di Cascio sembra dividersi in due tempi: l’infanzia illuminata da un successo cinematografico mondiale e gli anni nei quali una progressiva perdita della vista lo porta ad allontanarsi dalle scene e a nascondere la propria condizione.

Quando decide di raccontarsi, questi due tempi smettono di essere opposti. Il cinema, la fragilità e la rinascita diventano parti di una stessa biografia: non una storia costruita sul pietismo, ma sul passaggio dalla paura di mostrarsi alla possibilità di vivere apertamente la propria condizione.

II

Il bambino di Nuovo Cinema Paradiso

Totò Cascio nasce a Palazzo Adriano l’8 novembre 1979. Ancora bambino viene scelto da Giuseppe Tornatore per interpretare il piccolo Salvatore Di Vita in Nuovo Cinema Paradiso, accanto a Philippe Noiret. Il film, inizialmente accolto con difficoltà, conquista in seguito il pubblico internazionale fino a vincere l’Oscar come miglior film straniero.

La naturalezza e l’energia del giovanissimo attore diventano uno degli elementi più riconoscibili della pellicola. Nel 1991 Cascio riceve il BAFTA come miglior attore non protagonista, diventando uno dei più giovani interpreti premiati nella storia del riconoscimento britannico.

Negli anni successivi continua a lavorare nel cinema e in televisione con registi come Tornatore, Duccio Tessari, Pupi Avati e Vittorio De Sisti. Partecipa, fra gli altri, a Stanno tutti bene, C’era un castello con 40 cani, Jackpot e Festival.

III

La prova e il ritorno

Dietro il progressivo allontanamento dalle scene c’è una realtà che Cascio per molti anni preferisce non raccontare pubblicamente: la retinite pigmentosa, una malattia degenerativa che provoca una progressiva perdita della vista. La difficoltà nell’accettare la condizione diventa uno dei nodi più profondi della sua vita adulta.

Dopo anni di riservatezza, nel documentario Protagonisti per sempre comincia a riaprire il racconto della propria esperienza. Nel 2021 torna davanti alla macchina da presa con il cortometraggio A occhi aperti di Mauro Mancini, realizzato con Rai Cinema per Fondazione Telethon.

Nel 2022 pubblica con Giorgio De Martino La gloria e la prova. Il mio Nuovo Cinema Paradiso 2.0. Il libro segna una nuova fase: Cascio torna a incontrare il pubblico e trasforma la propria storia in una testimonianza sull’accettazione, sulla capacità di chiedere aiuto e sulla possibilità di ricominciare.

Guardare oltre ciò che si vede

La vicenda di Totò Cascio assume una forza particolare perché il cinema, arte dello sguardo, incontra una storia personale segnata proprio dalla perdita progressiva della vista. Da questo paradosso nasce un racconto nel quale vedere non significa soltanto possedere gli occhi, ma imparare a riconoscere se stessi, gli altri e ciò che continua a dare senso alla vita.

Palazzo Adriano Cinema Tornatore Memoria Infanzia Accettazione Rinascita Sicilia
IV

Cinema, testimonianza e memoria

Cinema

Un volto diventato memoria collettiva

Il piccolo Totò di Nuovo Cinema Paradiso resta una delle immagini più amate del cinema italiano, legata al rapporto fra infanzia, sala cinematografica e memoria.

Autobiografia

Raccontarsi senza nascondersi

Nel libro la carriera cinematografica e la vicenda personale vengono ricomposte in un racconto che attraversa successo, paura, fede, fragilità e accettazione.

Testimonianza

Trasformare la prova in incontro

Negli incontri pubblici Cascio mette la propria esperienza a disposizione di chi affronta condizioni difficili, insistendo sul valore dell’accettazione e dell’aiuto reciproco.

V

Opere e lavori principali

La storia artistica di Totò Cascio è inseparabile dal cinema. Alla filmografia da attore si affiancano negli anni più recenti il cortometraggio autobiografico e il libro nel quale ha scelto di raccontare pubblicamente la propria vita.

  1. Nuovo Cinema Paradiso, regia di Giuseppe Tornatore, 1988.
  2. Diceria dell’untore, regia di Beppe Cino, 1990.
  3. Stanno tutti bene, regia di Giuseppe Tornatore, 1990.
  4. C’era un castello con 40 cani, regia di Duccio Tessari, 1990.
  5. Il mio papà è il Papa, regia di Peter Richardson, 1991.
  6. Jackpot, regia di Mario Orfini, 1992.
  7. Festival, regia di Pupi Avati, 1996.
  8. Il morso del serpente, regia di Luigi Parisi, 1999.
  9. Protagonisti per sempre, regia di Mimmo Verdesca, documentario, 2014.
  10. A occhi aperti, regia di Mauro Mancini, cortometraggio, 2021.
  11. La gloria e la prova. Il mio Nuovo Cinema Paradiso 2.0, con Giorgio De Martino, Baldini + Castoldi, 2022.
VI

La gloria e la prova

Copertina del libro La gloria e la prova. Il mio Nuovo Cinema Paradiso 2.0 di Totò Cascio

Il nuovo Cinema Paradiso di Totò

Il libro ripercorre la vita di Salvatore Cascio dall’improvviso successo di Nuovo Cinema Paradiso agli anni nei quali continua a lavorare con registi importanti, fino al progressivo allontanamento dalle scene.

La parte più intima riguarda la malattia agli occhi e il lungo rifiuto di raccontarla. Per molto tempo Cascio preferisce lasciare credere che il cinema lo abbia dimenticato. Solo in seguito riesce a riconoscere apertamente quanto la retinite pigmentosa abbia condizionato le sue scelte e la percezione di sé.

Il “Cinema Paradiso 2.0” del titolo nasce proprio da questa nuova consapevolezza: non un ritorno nostalgico al bambino famoso, ma l’inizio di una vita nella quale la fragilità non deve più essere nascosta. Alla memoria cinematografica si unisce così un racconto di formazione adulta e di rinascita.

Baldini + Castoldi · collana Le boe · 17 febbraio 2022 · 128 pagine · ISBN 978-88-9388-473-0 · con Giorgio De Martino · prefazione di Giuseppe Tornatore · postfazione di Andrea Bocelli
VII

Dal Paradiso alla rinascita

1979
Palazzo Adriano
Nasce l’8 novembre nel paese dell’entroterra palermitano destinato a intrecciarsi profondamente con la sua storia cinematografica.
1988
Nuovo Cinema Paradiso
Giuseppe Tornatore lo sceglie per interpretare il piccolo Salvatore Di Vita accanto a Philippe Noiret.
1990
Oscar
Nuovo Cinema Paradiso conquista l’Academy Award come miglior film straniero e diventa un successo internazionale.
1991
BAFTA
Riceve il premio britannico come miglior attore non protagonista per l’interpretazione nel film di Tornatore.
1999
L’allontanamento dalle scene
Dopo gli ultimi lavori televisivi si ritira progressivamente dalla recitazione, senza rendere pubbliche per anni le ragioni personali della scelta.
2014
Protagonisti per sempre
Partecipa al documentario di Mimmo Verdesca dedicato agli attori bambini e torna a raccontare alcuni passaggi della propria esperienza.
2021
A occhi aperti
Torna davanti alla macchina da presa nel cortometraggio di Mauro Mancini realizzato con Rai Cinema per Fondazione Telethon.
2022
La gloria e la prova
Pubblica con Giorgio De Martino l’autobiografia nella quale racconta apertamente il successo, la malattia e il percorso di rinascita.
2025
Gran Premio Speciale
Riceve un riconoscimento al Campi Film Festival, dove viene proiettato anche A occhi aperti.
2026
La storia continua a incontrare il pubblico
Prosegue gli incontri dedicati a La gloria e la prova e alla propria esperienza, tornando a raccontare pubblicamente il rapporto fra cinema, fragilità e rinascita.