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Roberto Andò
Scrittori contemporanei di Sicilia

Roberto Andò

Regista, sceneggiatore e scrittore nato a Palermo nel 1959. Tra cinema, teatro, opera lirica e narrativa ha costruito un percorso profondamente legato alla letteratura e alla Sicilia, attraversato dagli incontri con Leonardo Sciascia, Francesco Rosi e Federico Fellini. Nei suoi romanzi e nei suoi film tornano memoria, identità, doppio, potere e quella Palermo ambigua e magnetica che diventa spesso un vero personaggio.

Palermo, 1959 Regista Scrittore Sceneggiatore Teatro e cinema
I

Profilo dell’autore

Roberto Andò

Cinema · Teatro · Narrativa · Regia · Sicilia

Nascita
Palermo, 11 gennaio 1959
Formazione
Studi filosofici; apprendistato cinematografico e teatrale accanto a Francesco Rosi, Federico Fellini, Michael Cimino e Francis Ford Coppola
Professione
Regista cinematografico e teatrale, sceneggiatore, autore, scrittore e regista d’opera
Ambiti
Cinema d’autore, teatro di prosa, opera lirica, romanzo, memoria, politica, identità e letteratura siciliana
Luogo in mappa
Palermo, città natale e centro ricorrente del suo immaginario cinematografico e letterario

La Sicilia come metafora e labirinto

Nel lavoro di Andò la Sicilia non è soltanto un luogo geografico. È una forma mentale, un territorio nel quale memoria privata e storia pubblica si intrecciano continuamente, generando misteri, doppi, omissioni e ritorni.

Palermo, in particolare, appare come una città capace di sedurre e respingere allo stesso tempo. È il luogo da cui partire e al quale tornare, spesso per fare i conti con ciò che sembrava definitivamente sepolto.

II

Letteratura, maestri e cinema

Roberto Andò nasce a Palermo nel 1959 e cresce in un ambiente nel quale cinema e letteratura diventano molto presto due forme complementari di conoscenza. Dopo gli studi filosofici entra nel mondo dello spettacolo collaborando con alcuni dei grandi maestri del cinema italiano e internazionale.

Determinante è l’incontro con Leonardo Sciascia, con il quale stringe un rapporto professionale e umano profondo. La lezione dello scrittore di Racalmuto — la ricerca della verità, la diffidenza verso le versioni ufficiali, il valore morale dell’intelligenza critica — resterà una presenza costante nel suo lavoro.

Nel 1986 debutta nella regia teatrale con La foresta-radice-labirinto, da un testo inedito di Italo Calvino. Negli anni successivi alterna teatro, cinema, lirica e direzione artistica, costruendo un percorso nel quale letteratura e immagini continuano a interrogarsi reciprocamente.

III

Dal cinema alla narrativa e ritorno

Nel 2000 dirige Il manoscritto del Principe, dedicato agli ultimi anni di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Seguono film come Sotto falso nome, Viaggio segreto, Le confessioni, Una storia senza nome, La stranezza e L’abbaglio.

La scrittura letteraria procede parallelamente. Dopo Diario senza date o della delazione, nel 2012 pubblica Il trono vuoto, che vince il Premio Campiello Opera Prima. Dal romanzo nasce il film Viva la libertà, con Toni Servillo, confermando il movimento continuo fra pagina e schermo.

Lo stesso processo ritorna con Il bambino nascosto, pubblicato nel 2020 e poi trasformato nell’omonimo film. Andò non considera romanzo e cinema come semplici versioni dello stesso racconto: ogni passaggio da un linguaggio all’altro diventa occasione per riscrivere personaggi, punti di vista e senso della storia.

Memoria, identità e verità

Nei romanzi e nei film di Andò tornano personaggi costretti a confrontarsi con un’identità instabile, con un passato che riaffiora o con una verità che non coincide mai del tutto con ciò che appare. La memoria non è nostalgia: è un dispositivo capace di mettere in crisi il presente.

Palermo Sciascia Cinema Teatro Memoria Identità Doppio Potere
IV

Cinema, teatro e letteratura

Cinema

Il racconto delle maschere

Nei suoi film Andò esplora identità sdoppiate, potere, memoria e contraddizioni della storia italiana, affidandosi spesso a personaggi sospesi fra ciò che sono e ciò che rappresentano.

Teatro

Una formazione letteraria della scena

Calvino, Pinter, Sciascia, Brecht, Bernhard e altri grandi autori attraversano una lunga attività teatrale nella quale testo e regia restano strettamente connessi.

Narrativa

La pagina come spazio autonomo

I romanzi non sono soltanto materiali destinati al cinema: costruiscono una ricerca letteraria autonoma, capace di muoversi fra noir, introspezione, politica e memoria.

V

Opere e lavori principali

La produzione di Roberto Andò attraversa cinema, teatro e narrativa. Di seguito una selezione dei titoli che meglio rappresentano il dialogo continuo fra questi linguaggi.

  1. Esilio controluce, Edizioni della Battaglia, 1992.
  2. Il maestro e i porcospini, Edizioni della Battaglia, 1994.
  3. Il manoscritto del Principe, film, 2000.
  4. Sotto falso nome, film e testo, 2004.
  5. Intorno a Viaggio segreto, con Lia Pasqualino, Contrasto, 2006.
  6. Diario senza date o della delazione, Gea Schirò, 2008.
  7. Shylock. Prove di sopravvivenza (per ebrei e non), con Moni Ovadia, Einaudi, 2010.
  8. Il trono vuoto, Bompiani, 2012.
  9. Viva la libertà, film, 2013.
  10. Le confessioni, film, 2016.
  11. Una storia senza nome, film, 2018.
  12. Il bambino nascosto, La nave di Teseo, 2020; film omonimo, 2021.
  13. Il piacere di essere un altro, con Salvatore Ferlita, La nave di Teseo, 2022.
  14. La stranezza, film, 2022.
  15. Il coccodrillo di Palermo, La nave di Teseo, 2025.
  16. L’abbaglio, film, 2025.
  17. Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra, documentario, 2025.
VI

Il coccodrillo di Palermo

Copertina del libro Il coccodrillo di Palermo di Roberto Andò

Un ritorno nella città del padre

Rodolfo Anzo è un regista di documentari che vive a Roma e da più di dieci anni evita Palermo, la città nella quale è nato. La morte dei genitori e un’intrusione nella vecchia casa di famiglia lo costringono però a tornare in un luogo con cui mantiene un rapporto irrisolto.

Nell’abitazione trova sei bobine contenenti intercettazioni telefoniche che il padre, un poliziotto, aveva conservato illegalmente. Insieme ai nastri c’è un messaggio: quelle voci devono essere restituite alle persone intercettate. Rodolfo accetta l’incarico e comincia così un’indagine che, dietro l’apparenza del noir, diventa soprattutto ricerca sul padre e sul proprio passato.

Palermo accompagna ogni passaggio del viaggio: stregata, decadente, seducente e reticente. La città diventa un labirinto nel quale colpa, memoria e desiderio di giustizia si sovrappongono, mentre la verità emerge soltanto per frammenti.

La nave di Teseo · collana Oceani · 17 gennaio 2025 · 256 pagine · EAN 9788834620090 · proposto al Premio Strega 2025
VII

Tra letteratura e cinema

1959
Palermo
Nasce l’11 gennaio nella città che resterà una presenza costante nel suo immaginario artistico.
1986
La foresta-radice-labirinto
Debutta nella regia teatrale con uno spettacolo tratto da un testo inedito di Italo Calvino.
1995
Diario senza date
Presenta alla Mostra del Cinema di Venezia il lungometraggio che mescola saggio, documentario e finzione per raccontare Palermo.
2000
Il manoscritto del Principe
Porta sullo schermo gli ultimi anni di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, con un film prodotto da Giuseppe Tornatore.
2012
Premio Campiello Opera Prima
Il trono vuoto conquista il riconoscimento e diventa l’anno successivo il film Viva la libertà.
2013
David di Donatello
Vince il premio per la migliore sceneggiatura con Viva la libertà.
2020
Il bambino nascosto
Pubblica il romanzo che l’anno successivo diventa un film presentato alla 78ª Mostra del Cinema di Venezia.
2022
La stranezza
Il film dedicato all’incontro immaginario fra Pirandello e due teatranti siciliani ottiene un grande successo di pubblico e critica.
2023
David di Donatello
Vince nuovamente il premio per la migliore sceneggiatura originale con La stranezza.
2025
Il coccodrillo di Palermo e L’abbaglio
Pubblica il nuovo romanzo ambientato nel capoluogo siciliano e torna al cinema con il film storico dedicato alla spedizione dei Mille.