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Pietro Grasso
Scrittori contemporanei di Sicilia

Pietro Grasso

Magistrato, saggista e uomo delle istituzioni nato a Licata nel 1945. Giudice a latere nel Maxiprocesso a Cosa nostra, procuratore capo di Palermo e procuratore nazionale antimafia, ha dedicato gran parte della propria vita professionale alla lotta alla criminalità organizzata. Nella scrittura trasforma esperienza giudiziaria, memoria civile e testimonianza in strumenti di conoscenza rivolti soprattutto alle nuove generazioni.

Licata, 1945 Magistrato Saggista Antimafia Memoria civile
I

Profilo dell’autore

Pietro Grasso

Magistratura · Antimafia · Saggistica · Memoria · Istituzioni

Nascita
Licata (Agrigento), 1 gennaio 1945
Professione
Magistrato; già procuratore capo della Repubblica di Palermo e procuratore nazionale antimafia
Istituzioni
Presidente del Senato della Repubblica nella XVII Legislatura e senatore fino al 2022
Ambiti
Mafia, giustizia, memoria civile, educazione alla legalità, testimonianza, storia delle istituzioni
Luogo in mappa
Palermo, città del Maxiprocesso e centro decisivo della sua attività giudiziaria e antimafia

La memoria come forma di responsabilità

Nei libri di Pietro Grasso la lotta alla mafia non viene raccontata come una sequenza astratta di processi e arresti. Al centro restano le persone, i colleghi perduti, le vittime, le paure, gli errori e le scelte che hanno costruito nel tempo una risposta dello Stato a Cosa nostra.

Scrivere significa allora restituire memoria a ciò che è accaduto e trasformare l’esperienza professionale in conoscenza condivisa. Il racconto giudiziario diventa così anche educazione civile: conoscere il passato serve a riconoscere più rapidamente i meccanismi del potere mafioso nel presente.

II

Dalla magistratura al Maxiprocesso

Pietro Grasso entra in magistratura nel 1969. Dopo una prima esperienza come pretore a Barrafranca viene trasferito alla Procura della Repubblica di Palermo, dove lavora per dodici anni come sostituto procuratore e conduce, fra le altre, indagini sull’omicidio del presidente della Regione Siciliana Piersanti Mattarella.

Nel 1984 passa al Tribunale di Palermo e, dall’anno successivo, viene nominato giudice a latere nel Maxiprocesso a Cosa nostra. Il dibattimento si apre il 10 febbraio 1986 nell’aula bunker dell’Ucciardone e si conclude nel dicembre 1987. Grasso viene poi delegato alla stesura della motivazione della sentenza: circa settemila pagine raccolte in trentasette volumi.

Quell’esperienza rappresenta uno spartiacque nella storia giudiziaria italiana. Il processo dimostra in sede giudiziaria la struttura unitaria e verticistica di Cosa nostra e costruisce una base destinata a resistere anche al successivo vaglio della Cassazione.

III

Falcone, Palermo e la Procura nazionale antimafia

Nel 1989 Grasso diventa consulente della Commissione parlamentare Antimafia. Nel 1991 Giovanni Falcone lo chiama al Ministero della Giustizia per occuparsi del coordinamento delle questioni relative alla criminalità organizzata e alla legislazione di contrasto.

Dopo la strage di Capaci entra nella Commissione centrale per i programmi di protezione di testimoni e collaboratori di giustizia. Dal 1993 opera nella Procura nazionale antimafia, collaborando anche alle indagini che porteranno alla cattura di Leoluca Bagarella e lavorando sulle stragi del 1993 di Firenze, Roma e Milano.

Nel 1999 diventa procuratore capo di Palermo. Dal 2005 al gennaio 2013 ricopre l’incarico di procuratore nazionale antimafia, coordinando indagini sulle organizzazioni criminali italiane e transnazionali. Nel 2006, al termine di una strategia investigativa avviata durante la sua direzione della Procura palermitana, viene catturato Bernardo Provenzano dopo quarantatré anni di latitanza.

Raccontare la mafia senza trasformarla in mito

La produzione di Grasso prova a spiegare Cosa nostra attraverso fatti, esperienze e persone, evitando la fascinazione per il potere criminale. Il filo comune è la costruzione di una memoria civile capace di parlare anche a chi non ha vissuto direttamente la stagione delle stragi e del Maxiprocesso.

Licata Palermo Maxiprocesso Falcone Borsellino Mafia Giustizia Memoria
IV

Giustizia, istituzioni e formazione civile

Magistratura

Il contrasto giudiziario a Cosa nostra

Dal Maxiprocesso alla Procura nazionale antimafia, Grasso ha partecipato ad alcune delle più importanti fasi della risposta giudiziaria dello Stato alla criminalità organizzata.

Istituzioni

Dal Senato alla vita civile

Dopo le dimissioni dalla magistratura nel 2013 è stato eletto senatore e, dal 16 marzo 2013 al marzo 2018, ha ricoperto la carica di Presidente del Senato della Repubblica.

Formazione

Parlare alle nuove generazioni

Libri, incontri nelle scuole e progetti culturali trasformano la memoria professionale in un lavoro educativo sulla Costituzione, sulla legalità e sulla responsabilità individuale.

V

Opere principali

La produzione di Pietro Grasso unisce testimonianza, divulgazione e ricostruzione storica. Dai primi saggi sulla trasformazione di Cosa nostra ai libri rivolti ai ragazzi, fino al ritorno nel 2026 dentro l’aula bunker del Maxiprocesso.

  1. La mafia invisibile. La nuova strategia di Cosa nostra, Mondadori, 2001.
  2. Pizzini, veleni e cicoria. La mafia prima e dopo Provenzano, con Francesco La Licata, Feltrinelli, 2007.
  3. Per non morire di mafia, con Alberto La Volpe, Sperling & Kupfer, 2009.
  4. Soldi sporchi. Come le mafie riciclano miliardi e inquinano l’economia mondiale, con Enrico Bellavia, Dalai Editore, 2011.
  5. Liberi tutti. Lettera a un ragazzo che non vuole morire di mafia, Sperling & Kupfer, 2012.
  6. Storie di sangue, amici e fantasmi. Ricordi di mafia, Feltrinelli, 2017; nuova edizione 2024.
  7. Paolo Borsellino parla ai ragazzi, Feltrinelli, 2020; nuova edizione 2024.
  8. Il mio amico Giovanni, con Alessio Pasquini, Feltrinelli, 2022.
  9. Da che parte stai, con Alessio Pasquini, Emiliano Pagani e Loris De Marco, Tunué, 2025.
  10. ’U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra, Feltrinelli, 2026.
VI

’U Maxi

Copertina del libro U Maxi di Pietro Grasso

Dentro l’aula bunker dove lo Stato guardò Cosa nostra negli occhi

Pubblicato nel quarantesimo anniversario dell’apertura del Maxiprocesso, ’U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra riporta Pietro Grasso nell’aula bunker di Palermo nella quale, dal febbraio 1986, centinaia di imputati vennero giudicati in uno dei più importanti procedimenti della storia repubblicana.

Il libro non è soltanto una ricostruzione giudiziaria. Grasso racconta l’atmosfera del dibattimento, le deposizioni, i silenzi, i familiari delle vittime, gli imputati, gli avvocati e il lavoro enorme necessario per trasformare anni di indagini in una sentenza capace di resistere nel tempo.

La memoria personale incontra così la storia collettiva. Il Maxiprocesso viene raccontato come il momento in cui lo Stato riuscì a dimostrare in giudizio l’esistenza e l’organizzazione di Cosa nostra, senza rinunciare alle regole della legge proprio davanti a chi le aveva sistematicamente violate.

Giangiacomo Feltrinelli · collana Scintille · 10 febbraio 2026 · 336 pagine · ISBN 978-88-07-17560-2
VII

Dal Maxiprocesso alla memoria civile

1945
Licata
Nasce il 1 gennaio nella città dell’Agrigentino.
1969
Magistratura
Entra nell’ordine giudiziario e avvia una carriera destinata a concentrarsi sempre più sul contrasto alla criminalità organizzata.
1986
Il Maxiprocesso
Il 10 febbraio comincia nell’aula bunker di Palermo il grande processo a Cosa nostra, nel quale Grasso è giudice a latere.
1999
Procuratore capo di Palermo
Assume la guida della Procura della Repubblica nel capoluogo siciliano.
2005
Procuratore nazionale antimafia
Coordina per oltre sette anni le principali attività di contrasto alle organizzazioni mafiose nazionali e transnazionali.
2013
Presidente del Senato
Dopo avere lasciato la magistratura viene eletto senatore e il 16 marzo diventa Presidente del Senato della Repubblica.
2022
Conclusione dell’esperienza parlamentare
Termina il secondo mandato al Senato e concentra sempre più l’attività sulla memoria, sulla legalità e sulla formazione civile.
2023
Scintille di futuro
Fonda la Fondazione Scintille di futuro, della quale è presidente, per proseguire il lavoro culturale e formativo rivolto soprattutto ai giovani.
2025
Da che parte stai
La memoria della lotta alla mafia entra anche nel linguaggio della graphic novel, pensata per raggiungere nuovi lettori.
2026
’U Maxi
A quarant’anni dall’apertura del processo pubblica il racconto dall’interno dell’esperienza giudiziaria che ha segnato la storia della lotta a Cosa nostra.