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Giuseppe Governale
Scrittori contemporanei di Sicilia

Giuseppe Governale

Generale dell’Arma dei Carabinieri e saggista nato a Palermo nel 1959. Dopo una carriera ai vertici dell’antimafia italiana, dal comando del ROS alla direzione della DIA, ha trasformato l’esperienza investigativa e istituzionale in una ricerca storica e civile sulle mafie, sul rapporto fra Stato e criminalità e sulla cultura della legalità.

Palermo, 1959 Generale dei Carabinieri Saggista Antimafia Legalità e cultura civile
I

Profilo dell’autore

Giuseppe Governale

Saggistica · Antimafia · Storia · Legalità · Letteratura

Nascita
Palermo, 7 gennaio 1959
Formazione
Accademia Militare di Modena e Scuola Ufficiali Carabinieri; laureato in Giurisprudenza e Scienze politiche
Professione
Generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri; già comandante del ROS e direttore della Direzione Investigativa Antimafia
Ambiti
Storia della mafia, istituzioni, investigazione, cultura della legalità, letteratura civile e formazione
Luogo in mappa
Palermo, città natale e osservatorio privilegiato della storia e delle trasformazioni della mafia siciliana

Conoscere la mafia per non concederle spazio

Nei libri di Governale l’antimafia non coincide soltanto con l’azione investigativa. La criminalità organizzata viene letta come un fenomeno storico e culturale capace di radicarsi nei vuoti dello Stato, nelle convenienze sociali e nella debolezza delle istituzioni.

Da qui l’insistenza sulla conoscenza, sulla scuola e sulla memoria. Capire ciò che era già noto, ricostruire gli errori compiuti e leggere le mafie nella loro continuità storica significa sottrarre loro quel terreno culturale nel quale prosperano il silenzio, l’indifferenza e la rassegnazione.

II

Una vita nell’Arma e nelle istituzioni antimafia

Giuseppe Governale nasce a Palermo nel 1959 e intraprende la carriera militare nel 1978, frequentando il 160º Corso dell’Accademia Militare di Modena e successivamente la Scuola Ufficiali dei Carabinieri. Gli incarichi operativi lo portano a Napoli, Livorno e Milano, prima di una lunga successione di responsabilità territoriali e di staff.

Dal 2001 è comandante provinciale dei Carabinieri di Modena; dal 2007 al 2010 guida il Comando Provinciale di Catania. Nel 2013 torna in Sicilia come comandante della Legione Carabinieri Sicilia, incarico che mantiene fino al 2015.

Dal luglio 2015 assume il comando del Raggruppamento Operativo Speciale, il ROS, struttura di vertice dell’Arma impegnata nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo. Nell’ottobre 2017 passa alla guida della Direzione Investigativa Antimafia, che dirige fino al 2020. Dal 2022 al gennaio 2024 è comandante delle Scuole dei Carabinieri, ultimo grande incarico prima del congedo dal servizio attivo.

III

Dall’esperienza investigativa alla scrittura

La scrittura di Governale nasce dall’incontro fra esperienza diretta e studio storico. Le mafie vengono osservate non soltanto attraverso le grandi operazioni investigative, ma seguendo documenti, continuità istituzionali, occasioni mancate e trasformazioni del potere criminale.

In Sapevamo già tutto la domanda centrale riguarda proprio la capacità dello Stato di riconoscere per tempo il fenomeno mafioso. Dal rapporto Sangiorgi di fine Ottocento agli studi e alle intuizioni del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, Governale mostra come molte caratteristiche di Cosa Nostra fossero note ben prima delle grandi rivelazioni degli anni Ottanta.

Negli anni successivi la ricerca si apre sempre più alla letteratura. Gli sbirri di Sciascia rilegge gli investigatori immaginati da Leonardo Sciascia, mentre Radici di mafia amplia lo sguardo alle origini storiche del potere mafioso e ai vuoti istituzionali che ne hanno favorito il consolidamento.

La legalità è anche una questione culturale

Per Governale la repressione è indispensabile ma non sufficiente. La mafia si combatte anche costruendo istituzioni credibili, insegnando la Costituzione, formando cittadini consapevoli e riconoscendo i meccanismi culturali attraverso i quali il potere criminale cerca consenso, adattamento e legittimazione sociale.

Palermo Mafia Antimafia ROS DIA Sciascia Scuola Legalità
IV

Investigazione, storia e letteratura civile

Antimafia

Dall’azione alla comprensione

Gli incarichi al ROS e alla DIA costituiscono il retroterra di una riflessione che cerca di spiegare non soltanto come si combattono le mafie, ma perché siano riuscite a sopravvivere così a lungo.

Storia

I vuoti lasciati dallo Stato

La ricerca storica mette al centro le occasioni nelle quali istituzioni fragili o insufficienti hanno lasciato spazio a forme private e criminali di protezione, mediazione e controllo.

Letteratura

Gli investigatori di Sciascia

Nella lettura dei personaggi sciasciani, da Bellodi a Rogas, Governale trova un laboratorio morale sul rapporto fra potere, legge, arbitrio e ricerca della verità.

V

Opere principali

La produzione di Giuseppe Governale unisce storia istituzionale, analisi delle mafie, memoria dell’Arma e riflessione letteraria. Negli ultimi anni la scrittura è diventata uno strumento sempre più centrale della sua attività pubblica e culturale.

  1. Accanto agli italiani. Carabinieri e nazione, due secoli di fedeltà e servizio, Mondadori, 2014.
  2. La lotta alla Mafia dal Questore Sangiorgi (1898) al Colonnello dalla Chiesa (1971), curatela, 2020.
  3. Sapevamo già tutto. Perché la mafia resiste e dovevamo combatterla prima, Solferino, 2021.
  4. Gli sbirri di Sciascia. Investigatori e letteratura, tra arbitrio e giustizia, Zolfo Editore, 2024.
  5. Radici di mafia. Dai bravi manzoniani ai picciotti dei Florio, Zolfo Editore, 2025.
VI

Sapevamo già tutto

Copertina del libro Sapevamo già tutto di Giuseppe Governale

La mafia era stata capita molto prima di quanto ricordiamo

Sapevamo già tutto. Perché la mafia resiste e dovevamo combatterla prima ricostruisce oltre un secolo di conoscenze, intuizioni e occasioni mancate nella lotta alla criminalità organizzata. Governale parte da una domanda: era davvero necessario attendere le rivelazioni di Tommaso Buscetta per comprendere struttura e pericolosità della mafia?

Dai rapporti del questore Ermanno Sangiorgi alle analisi di Carlo Alberto dalla Chiesa, il libro mostra come lo Stato avesse già accumulato informazioni fondamentali. Il problema diventa allora capire perché quelle conoscenze non abbiano sempre prodotto una risposta adeguata e come inerzia, sottovalutazione e convivenza abbiano permesso alla mafia di consolidarsi.

Il volume tiene insieme storia e attualità, esperienza investigativa e riflessione civile, insistendo sulla necessità di affiancare all’azione repressiva una battaglia culturale capace di sottrarre consenso e spazio sociale alle organizzazioni mafiose.

Solferino · collana Saggi · 2021 · 352 pagine · ISBN 978-88-282-0782-5
VII

Dall’Arma alla cultura della legalità

1959
Palermo
Nasce il 7 gennaio nella città che resterà centrale nella sua conoscenza della storia siciliana e del fenomeno mafioso.
1978
L’Accademia Militare
Inizia il percorso nell’Arma frequentando il 160º Corso dell’Accademia Militare di Modena.
2013
Legione Carabinieri Sicilia
Assume il comando della Legione, tornando professionalmente nell’isola con il grado di generale.
2015
ROS
Diventa comandante del Raggruppamento Operativo Speciale, impegnato nel contrasto alla criminalità organizzata e al terrorismo.
2017
Direzione Investigativa Antimafia
Assume la guida della DIA, incarico che ricoprirà fino al 2020.
2021
Sapevamo già tutto
Pubblica per Solferino il saggio che trasforma decenni di esperienza antimafia in una riflessione storica e civile.
2024
Congedo e Croce d’oro
Conclude quarantacinque anni di servizio attivo e riceve la Croce d’oro al merito dell’Arma dei Carabinieri.
2024
Gli sbirri di Sciascia
Porta la propria esperienza di investigatore dentro l’universo letterario di Leonardo Sciascia, interrogando il confine fra arbitrio e giustizia.
2025
Radici di mafia
Amplia la ricerca alle origini storiche del fenomeno mafioso, dal rapporto fra potere privato e debolezza dello Stato fino alla Sicilia contemporanea.
2026
Scuola e cultura della legalità
Prosegue l’attività pubblica di incontri e formazione, insistendo sul ruolo dell’istruzione, della Costituzione e della conoscenza come strumenti fondamentali contro le mafie.