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Felice Cavallaro
Scrittori contemporanei di Sicilia

Felice Cavallaro

Giornalista, scrittore e saggista nato a Grotte nel 1949, legato fin dall’infanzia a Racalmuto. Firma del Corriere della Sera, ha raccontato per decenni mafia, giustizia e società, trasformando il giornalismo civile in libri, teatro e progetti culturali. È ideatore e direttore della Strada degli Scrittori.

Grotte, 1949 Radici: Racalmuto Corriere della Sera Mafia e giustizia Strada degli Scrittori
I

Profilo dell’autore

Felice Cavallaro

Giornalismo · Saggistica · Narrativa · Teatro

Nascita
Grotte (Agrigento), 1949
Radici
Racalmuto, paese di Leonardo Sciascia
Formazione
Laurea in Legge, Università degli Studi di Palermo
Professione
Giornalista, scrittore e saggista
Testata
Corriere della Sera
Ruolo culturale
Ideatore e direttore della Strada degli Scrittori; direttore del Master di scrittura

Il giornalismo come memoria civile

Nel lavoro di Cavallaro cronaca e memoria si incontrano continuamente. I grandi processi di mafia, le vittime, i magistrati, le contraddizioni della giustizia e la storia recente della Sicilia diventano materia di indagine giornalistica e, insieme, racconto civile.

Accanto a questo asse corre il legame con la letteratura: Racalmuto e Leonardo Sciascia, la tutela dei luoghi degli scrittori, il teatro e una lunga attività culturale che ha trasformato l’esperienza professionale in un progetto condiviso di conoscenza del territorio.

II

Cinquant’anni di giornalismo

Felice Cavallaro è nato a Grotte, in provincia di Agrigento, nel 1949 e ha vissuto i primi anni a Racalmuto, paese al quale è rimasto legato e nel quale ha conosciuto da vicino l’ambiente umano e culturale di Leonardo Sciascia. Dopo la laurea in Legge all’Università di Palermo, ha intrapreso un percorso giornalistico cominciato frequentando la redazione de L’Ora e passando poi per l’Agenzia Italia, la Rai in Sicilia e il Giornale di Sicilia.

È quindi approdato al Corriere della Sera, diventandone una firma impegnata per decenni nel racconto dell’attualità, della cronaca giudiziaria e dei grandi processi di mafia. Come inviato ha lavorato anche fuori dall’Italia, realizzando reportage da Libia, Tunisia, Marocco, Pakistan, Iraq e Stati Uniti.

Alla professione ha affiancato l’attività accademica come docente a contratto all’Università di Palermo e la partecipazione alla nascita del primo laboratorio di giornalismo dell’Ateneo. Nel marzo 2026 l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia gli ha consegnato la medaglia per i cinquant’anni di iscrizione professionale.

III

Mafia, giustizia e scrittura civile

Dalla cronaca al libro

La produzione di Cavallaro nasce in larga parte dall’esperienza diretta di cronista. Cosa Nostra, i processi, il rapporto tra giustizia e potere, le vittime delle stragi e le persone che hanno attraversato gli anni più drammatici della storia siciliana sono al centro di numerosi volumi scritti o curati fin dai primi anni Novanta.

Questa stessa attenzione si estende alla radio, alla televisione e al teatro: per la Rai ha realizzato programmi e speciali dedicati alla mafia; nel 2021 ha scritto il testo teatrale Dante e la Sicilia, 700 anni dopo, una immaginaria intervista al Sommo Poeta messa in scena con Sebastiano Lo Monaco.

Mafia Giustizia Cronaca Memoria civile Sicilia Teatro
IV

Opere

Tra saggistica, inchiesta, testimonianza e narrativa, i libri di Felice Cavallaro seguono un filo coerente: raccontare la Sicilia contemporanea attraverso le sue ferite, le sue figure civili e le domande ancora aperte su mafia, giustizia e responsabilità pubblica.

  1. Vi perdono ma inginocchiatevi. Lettera ai mafiosi, con Rosaria Schifani, Tullio Pironti Editore, 1992.
  2. Mafia. Album di Cosa Nostra, Rizzoli, 1992.
  3. La guerra dei giusti. I giudici, la mafia, la politica, con Giuseppe Ayala, Mondadori, 1993.
  4. Il caso Contrada. Fra Stato e Cosa Nostra, Rubbettino, 1996.
  5. Oltre il buio. Dopo Capaci, via d’Amelio e gli orrori di Cosa Nostra, con Rosaria Schifani, Rubbettino, 2002.
  6. Sciascia l’eretico. Storia e profezie di un siciliano scomodo, Solferino, 2019.
  7. Francesca. Storia di un amore in tempo di guerra, Solferino, 2022.
V

Leonardo Sciascia, Racalmuto e la memoria

Il rapporto con Racalmuto attraversa la biografia di Cavallaro fin dall’infanzia e costituisce una delle radici del suo impegno culturale. Per molti anni è stato componente del consiglio di amministrazione della Fondazione Leonardo Sciascia e ha mantenuto un legame diretto con il patrimonio umano e intellettuale dello scrittore.

Nel 2019, a trent’anni dalla morte di Sciascia, ha pubblicato Sciascia l’eretico. Storia e profezie di un siciliano scomodo. Il libro ricostruisce la figura dello scrittore attraverso opere, battaglie civili, amicizie e controversie, con lo sguardo di chi ne ha conosciuto da vicino il mondo e i luoghi. Mafia, corruzione, giustizia, caso Moro e responsabilità degli intellettuali diventano così anche una chiave per interrogare il presente.

VI

Francesca Morvillo: dalla pagina allo schermo

Francesca Morvillo
Memoria e giustizia

Francesca. Storia di un amore in tempo di guerra

Nel 2022 Cavallaro ha dedicato a Francesca Morvillo un libro che restituisce centralità alla magistrata uccisa con Giovanni Falcone nella strage di Capaci del 23 maggio 1992. Non soltanto “la moglie di Falcone”, ma una protagonista della magistratura e della lotta alla mafia, raccontata attraverso la sua vicenda umana, professionale e affettiva.

Il volume ha ricevuto nel 2024 il Premio Letterario Internazionale Nino Martoglio. Nel 2025 dalla storia è stato tratto il film Francesca e Giovanni, interpretato da Ester Pantano e Primo Reggiani; Cavallaro figura anche tra gli autori della sceneggiatura.

Solferino, 2022 · Premio Nino Martoglio 2024 · Dal libro al cinema nel 2025
VII

La Strada degli Scrittori e l’attività culturale

Dal 2013

La Strada degli Scrittori

Ha ideato il progetto culturale che mette in relazione i luoghi di Pirandello, Sciascia, Camilleri, Tomasi di Lampedusa, Rosso di San Secondo e Antonio Russello, dando poi vita all’omonima associazione che dirige.

Dal 2017

Master di scrittura

Dirige il Master della Strada degli Scrittori, percorso annuale di formazione e confronto che ha coinvolto scrittori, giornalisti, registi, attori, studiosi e professionisti della comunicazione.

Istituzioni culturali

Fondazioni e territorio

È stato per molti anni componente degli organi della Fondazione Leonardo Sciascia e della Fondazione Federico II; nel profilo del Master 2026 è indicato inoltre tra i componenti del Comitato esecutivo della Fondazione Sebastiano Tusa.

VIII

Riconoscimenti e passaggi significativi

1992
Pubblica con Rosaria Schifani Vi perdono ma inginocchiatevi, testimonianza nata all’indomani della strage di Capaci e successivamente trasposta nell’omonimo film televisivo del 2012.
2013
Idea il progetto culturale La Strada degli Scrittori, poi sviluppato nell’associazione che collega letteratura, luoghi e identità siciliana.
2019
Pubblica per Solferino Sciascia l’eretico, dedicato alla vita, alle opere e all’eredità civile di Leonardo Sciascia.
2024
Premio Letterario Internazionale Nino Martoglio per il romanzo Francesca.
2026
L’Ordine dei Giornalisti di Sicilia gli conferisce la medaglia per cinquant’anni di iscrizione professionale.