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Claudio Fava
Scrittori contemporanei di Sicilia

Claudio Fava

Giornalista, scrittore, sceneggiatore e autore teatrale nato a Catania nel 1957. Figlio di Giuseppe Fava, dopo l’assassinio del padre ha raccolto insieme alla redazione de I Siciliani l’eredità di un giornalismo fondato sulla ricerca della verità. Reportage, romanzi, teatro e cinema attraversano da allora il suo lavoro, con una costante attenzione alla mafia, al Sud, alla memoria e alle responsabilità della politica.

Catania, 1957 Giornalista Scrittore Sceneggiatore Teatro e impegno civile
I

Profilo dell’autore

Giovanni Giuseppe Claudio Fava

Giornalismo · Narrativa · Teatro · Cinema · Impegno civile

Nascita
Catania, 15 aprile 1957
Formazione
Laurea in Giurisprudenza; giornalista professionista dal 1982
Professione
Giornalista, scrittore, sceneggiatore, autore e regista teatrale
Ambiti
Mafia, Mezzogiorno, memoria civile, reportage, narrativa, teatro, cinema e storia politica contemporanea
Luogo in mappa
Catania, città natale e luogo decisivo della sua formazione giornalistica, civile e teatrale

Il giornalismo come scelta

Nella scrittura di Claudio Fava il racconto non è mai neutrale rispetto alla realtà. Descrivere un territorio significa scegliere dove guardare, quali silenzi interrompere e quali responsabilità rendere visibili.

La lezione del padre Giuseppe attraversa questo percorso senza diventare un monumento immobile: è piuttosto una domanda continua sul senso del mestiere, sulla libertà e sul prezzo che può avere la ricerca della verità.

II

I Siciliani e il mestiere del cronista

Claudio Fava nasce a Catania nel 1957, si laurea in Giurisprudenza e diventa giornalista professionista nel 1982. La formazione avviene dentro una stagione particolarmente intensa del giornalismo siciliano, accanto all’esperienza de I Siciliani, la rivista fondata e diretta dal padre Giuseppe Fava.

Il 5 gennaio 1984 Giuseppe Fava viene assassinato da Cosa nostra. Claudio, insieme agli altri giovani della redazione, continua l’esperienza della testata, trasformando il lutto in una scelta professionale e civile destinata a segnare tutta la sua vita.

Negli anni successivi lavora per testate come Corriere della Sera, L’Espresso, L’Europeo e Rai. Come inviato racconta guerre, processi di pace e trasformazioni politiche dall’America Latina al Medio Oriente, dalla Somalia alla Cambogia. Il reportage diventa la prima forma di una scrittura capace di tenere insieme cronaca e narrazione.

III

Dalla pagina al teatro e al cinema

La scrittura di Fava si muove presto oltre il giornalismo. Nei saggi e nei romanzi affronta mafia, Sud, memoria familiare e grandi ferite politiche del Novecento, mentre il teatro gli permette di trasformare vicende storiche e civili in conflitti affidati direttamente alla voce dei personaggi.

Nel cinema firma con Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana la sceneggiatura de I cento passi, dedicato a Peppino Impastato. Il film conquista nel 2001 il David di Donatello e il Nastro d’Argento per la migliore sceneggiatura, diventando uno dei racconti cinematografici più riconoscibili dell’antimafia italiana.

Opere come Mar del Plata, Il giuramento e Centoventisei mostrano la continuità tra teatro, memoria e storia civile. La scena diventa il luogo nel quale restituire voce a persone travolte da dittature, fascismo, mafia e apparati di potere.

Il Sud senza alibi e senza folclore

Il Mezzogiorno raccontato da Fava non è una periferia pittoresca. È una parte d’Italia nella quale disuguaglianze, criminalità, potere politico e capacità di resistenza convivono nello stesso spazio. Raccontarlo significa evitare tanto l’indulgenza quanto lo stereotipo e restituire ai luoghi la complessità delle persone che li abitano.

Catania Sicilia Mezzogiorno Mafia Giornalismo Teatro Memoria Diritti
IV

Giornalismo, cinema e teatro

Giornalismo

La cronaca come responsabilità

Dalle inchieste siciliane ai reportage internazionali, il giornalismo resta il laboratorio nel quale Fava costruisce un rapporto diretto con fatti, luoghi e persone.

Cinema

Storie civili per immagini

I cento passi e le successive sceneggiature televisive portano sullo schermo mafia, memoria, politica e figure capaci di opporsi ai sistemi di potere.

Teatro

La storia affidata alle voci

Nei testi teatrali il documento si trasforma in conflitto umano: la grande storia entra nella vita di persone chiamate a scegliere fra conformismo, paura e responsabilità.

V

Opere principali

La produzione di Claudio Fava comprende reportage, saggi, romanzi, teatro e sceneggiature. Di seguito una selezione dei lavori più rappresentativi.

  1. Sud. L’Italia dimenticata dagli italiani, Mondadori, 1995.
  2. Nel nome del padre, Baldini & Castoldi, 1996.
  3. Il mio nome è Caino, 1997.
  4. La notte in cui Victor non cantò, 1998.
  5. I cento passi, sceneggiatura con Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana, 2000.
  6. Teresa, Feltrinelli, 2011.
  7. Mar del Plata, add editore, 2013.
  8. Prima che la notte, con Michele Gambino, Baldini & Castoldi, 2014.
  9. Il giuramento, add editore, 2019.
  10. L’isola, con Michele Gambino, Fandango Libri, 2020.
  11. Centoventisei, con Ezio Abbate, testo teatrale, 2022.
  12. Non ti fidare, Fandango Libri, 2026.
VI

SUD. L’Italia dimenticata dagli italiani

Copertina del libro Sud. L'Italia dimenticata dagli italiani di Claudio Fava

Sette città per raccontare un Paese spezzato

Pubblicato nel 1995, Sud. L’Italia dimenticata dagli italiani attraversa Palermo, Catania, Reggio Calabria, Catanzaro, Bari, Taranto e Salerno per osservare il Mezzogiorno fuori dalle rappresentazioni più comode e prevedibili.

Fava racconta disagio sociale, economie fragili, nuove forme di potere politico, criminalità organizzata e aspirazioni delle giovani generazioni. I dati e i fatti documentati entrano dentro una narrazione costruita attraverso luoghi, persone e incontri, restituendo un Sud che non coincide soltanto con mafia, camorra e ’ndrangheta.

A distanza di decenni il libro conserva il valore di una fotografia civile: non la descrizione di un territorio separato dal resto d’Italia, ma l’interrogazione di una frattura nazionale e della facilità con cui una parte del Paese può diventare visibile soltanto quando produce emergenze.

Arnoldo Mondadori Editore · collana Frecce · 1995 · 190 pagine · ISBN 978-88-04-40065-3
VII

Scrittura e impegno civile

1957
Catania
Nasce il 15 aprile nella città che resterà il centro di una parte decisiva della sua esperienza giornalistica e civile.
1982
Giornalista professionista
Avvia una carriera che lo porterà dalle inchieste siciliane ai reportage internazionali.
1984
I Siciliani dopo Giuseppe Fava
Dopo l’assassinio del padre assume insieme alla redazione la responsabilità di proseguire l’esperienza della rivista.
1995
Sud
Mondadori pubblica il reportage dedicato a sette città del Mezzogiorno e alle contraddizioni di un’Italia che spesso dimentica la propria parte meridionale.
2001
I cento passi
La sceneggiatura scritta con Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana vince il David di Donatello e il Nastro d’Argento.
2013
Mar del Plata
Pubblica il racconto dedicato alla squadra argentina di rugby La Plata, intrecciando sport, amicizia e dittatura militare.
2019
Il giuramento
Porta dalla scena alla pagina la storia di un docente universitario che si oppone al giuramento di fedeltà imposto dal fascismo.
2022
Centoventisei
Con Ezio Abbate scrive il testo teatrale che interroga la strage di via D’Amelio attraverso la storia della Fiat 126 trasformata nell’autobomba.
2025
Centenario di Giuseppe Fava
Firma l’adattamento e la regia di Vangelo secondo Giuda, testo inedito del padre rappresentato dal Teatro Stabile di Catania.
2026
Non ti fidare
Pubblica per Fandango il romanzo dedicato ai figli dei desaparecidos argentini e al conflitto fra memoria, identità e legami familiari.